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Fare Impresa

Alessandro Stroppa, un caso di successo da cui lasciarsi ispirare

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Alessandro Stroppa CNA

FABRIANO – Martedì 16 novembre il Referente CNA Area Montana Marco Silvi ha invitato presso la sede fabrianese dell’associazione il giovane imprenditore Alessandro Stroppa che nei giorni scorsi è balzato agli onori delle cronache per essersi classificato con la propria azienda “Aleascosmetics.com” al 37° posto tra i migliori 500 negozi online del territorio italiano nella classifica pubblicata dal Corriere della Sera nell’inserto “L’Economia”.

Oltre ai complimenti per il prestigioso risultato ottenuto, l’occasione è stata utile per generare un interessante confronto tra un’associazione datoriale come la CNA di Ancona che sta puntando molto sulla digitalizzazione delle imprese associate e un’azienda del territorio che ha saputo sfruttare al meglio i più evoluti strumenti di comunicazione per generare successo.

Alessandro Stroppa ha tenuto a rimarcare come le fondamenta della sua realtà aziendale si fondino sulla competenza e la multidisciplinarietà del proprio team composto da oltre 10 risorse  tra collaboratori e dipendenti e di come tali qualità siano risultate decisive anche nel saper trasformare i disagi operativi generati dalla pandemia da Covid 19 in opportunità di sviluppo basate sull’attenta analisi del nuovo contesto socio-economico e sulla flessibilità di azione.

«Per la CNA una bellissima occasione di formazione e di rinnovati stimoli – ha proseguito Marco SilvI – Alessandro ci insegna come il saper prima individuare e poi “amalgamare” le migliori competenze del nostro territorio, porti poi a generare casi di grande successo e ispirazione. Le idee che funzionano vanno conosciute e studiate perché il compito dell’associazione di categoria è anche quello di generare reti virtuose al servizio di ogni imprenditore».

Daniele Gattucci

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Attualità

Primo calo delle vendite del Black Friday: bassi consumi o nuove tendenze?

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primo calo delle vendite del Black Friday

Da quando anche il nostro Paese ha adottato la consuetudine di dedicare il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento a sconti e promozioni, si è assistito al primo calo delle vendite durante il Black Friday. Gli analisti si domandano se si tratti di nuove abitudini d’acquisto, di una ridotta attrattività dell’offerta di novembre, o se più semplicemente quest’anno le persone hanno preferito moderare i consumi.

Sull’esempio della moda americana che si celebra il giorno successivo a quello del Ringraziamento, il Black Friday è diventato un evento inevitabile anche per i commercianti e consumatori italiani. Durante il “venerdì nero” vengono proposti sconti e offerte, sfruttando la capacità di spesa in vista delle festività natalizie. Quest’anno però, per la prima volta si è assistito ad un calo delle vendite durante il Black Friday.

I dati sulle vendite rilevano infatti, rivelano una nuova tendenza. Secondo l’Adobe Analytics ci sarebbe stato un calo delle vendite: 8,9 milioni di dollari di spesa contro i 9 milioni del 2020. Il senior analyst di Adobe digital insights, Vivek Pandyam, ha dichiarato che per la prima volta il Black Friday ha registrato un’inversione del trend di crescita degli anni passati.

La ragione di questo fenomeno sta nel fatto che le aziende avrebbero deciso di spalmare gli sconti su tutto il mese di novembre, rompendo la tradizione e orientandosi su quello che prende il nome di Black Month. Per esempio, il colosso Mediaworld ha pubblicato un volantino con offerte valide dal 18 al 29 di novembre, includendo anche l’ultima novità del Cyber Monday, una giornata dedicata esclusivamente agli sconti online.

Il settore tecnologico è uno di quelli che invece ha mantenuto il trend positivo ed ha visto un incremento delle vendite. Eccezione che si conferma anche nella giornata stessa del Black Friday, con un 6 % in più rispetto allo scorso anno.  

Tuttavia come si deve interpretare questo cambio di strategia aziendale? Indica l’esigenza di un basso consumo e la necessità di incremento o semplicemente l’economia comportamentale sta facendo bene il suo gioco sfruttando le convinzioni di risparmio e la pubblicità?

La risposta non può essere chiara ora, probabilmente le vendite natalizie ci daranno ulteriori informazioni sulla situazione economica pro capite.  

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Attualità

L’Azienda Agricola Biagi di Colonnella: i vini abruzzesi che puntano a conquistare l’Oriente

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COLONNELLA – L’Azienda Agricola Biagi di Colonnella inizia la sua attività nel 2006 anche se la famiglia Biagi produce vino dal 1940. L’Azienda, che conta poco meno di dieci dipendenti, si trova nel territorio della Val Vibrata, sulle colline di Colonnella, dove c’è la sede operativa, a circa 200 metri sul livello del mare e, oltre al vino, produce anche frutta. Questa natura, con le sue vigne e i vini che regala, sono le fondamenta dell’Azienda Biagi. Per raggiungere l’obiettivo della qualità, l’Azienda ha puntato alla valorizzazione dei vitigni autoctoni come il Trebbiano, la Passerina, il Pecorino e la Malvasia oltre che al Montepulciano, ovviamente. Un marchio storico, dunque, che produce vini dal 1940 ma che è riuscito a rinnovarsi conservando l’autenticità del territorio abruzzese. Oggi la Biagi è una cantina in continuo fermento, più che mai proiettata verso un futuro importante e innovativo. L’attenzione è proiettata verso i nuovi mercati, in particolare l’Oriente e il Giappone, dove l’Azienda vorrebbe creare un deposito e iniziare a commercializzare il loro vino per i distributori locali. 

L’Azienda è presente all’estero con i propri prodotti dal 2010, in ben dodici Paesi e la percentuale di fatturato estero è del 20%. Il canale più efficace per acquistare clienti esteri, secondo l’Azienda Biagi, sono i B2B all’estero e la partecipazione ad eventi fieristici, anche se questi ultimi in maniera minore. Utili, ma molto meno rispetto a questi due aspetti, anche i B2B in Italia e i contatti tra privati. In azienda sono presenti più figure professionali dedicate al mercato estero, oltre che uffici e punti vendita fuori dall’Italia. La tendenza del fatturato dell’export nel 2017 è in crescita e le aspettative per il 2018 sono positive. 

I fattori che hanno favorito la diffusione dei prodotti all’estero sono la costante presenza sul territorio di interesse, in particolare attraverso la partecipazione a fiere di settori, workshop e B2B. Il fattore che, invece, attualmente rallenta la diffusione all’estero dei prodotti è la forte concorrenza a prezzi inferiori. L’Azienda Biagi partecipa anche ad iniziative promozionali organizzate da enti pubblici come il Centro Estero Abruzzo, con frequenza annuale, e la Camera di Commercio, ogni due o tre anni. Raramente prende parte ad iniziative della Regione Abruzzo, di Unioncamere, della CCIAA, di Spint Abruzzo e dell’Istituto per il Commercio Estero. Per quanto riguarda gli enti privati, l’Azienda partecipa ogni anno ad iniziative curate dalle Camere di Commercio Italiane all’estero e dai Consorzi, mentre raramente a quelle dei Poli d’Innovazione e di Abruzzo Sviluppo. Secondo Biagi, sono le missioni economiche B2B ad avere maggiore efficacia in termini di promozione dei vini all’estero, efficacia sufficiente anche quella delle fiere mentre non particolarmente utili vengono giudicati i cosiddetti “incoming buyers”, cioè visite di giornalisti o potenziali clienti in azienda. 

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Attualità

Emidio Pepe, dalle campagne abruzzesi alla tavola di LeBron James

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TORANO NUOVO – La cantina Pepe di Torano Nuovo è una delle aziende vitivinicole più importanti e antiche d’Abruzzo. L’Azienda Agricola “Emidio Pepe” di Sofia e Daniela Pepe, inizia la sua attività nel 1964 quando Emidio fonda la sua impresa, dopo aver affiancato il padre e il nonno che facevano vino dal lontano 1899. Pepe ha sempre creduto nelle grandissime potenzialità del Trebbiano e del Montepulciano ed ha dedicato le sue energie a questi due vitigni autoctoni, provandone le grandissime potenzialità di invecchiamento e facendoli conoscere all’Europa e al mondo intero. Nella cantina dell’azienda Pepe vengono conservate circa 350mila bottiglie di Montepulciano, Trebbiano, Pecorino e Cerasuolo che continuano il loro affinamento. 

Pepe continua ancora oggi a occuparsi di tutti i suoi vigneti personalmente, dalla potatura alla raccolta. L’Azienda ha sempre difeso i suoi terreni e i suoi vini dalla chimica e ha basato tutto il suo lavoro empirico sul rispetto delle tradizioni e sull’espressione autentica e genuina dei suoi vini. L’attenzione nei confronti dei vini naturali e biologici ha, inoltre, permesso all’Azienda profondi scambi con altri produttori italiani e stranieri, così da acquisire la consapevolezza che la disciplina agricola professata del padre aveva già i crismi dell’organicità.  

L’Azienda conta poco meno di dieci dipendenti e, oltre al vino, produce anche olio, pasta, miele e farina, tutto rigorosamente biologico, così come biologico è l’agriturismo, unico nel suo genere, con i più aggiornati criteri di eco sostenibilità ed alimentato da un impianto fotovoltaico posto sul tetto della struttura. La sede operativa, ovviamente, è tra le colline di Torano Nuovo, in Val Vibrata. 

La cantina Pepe è presente all’estero con i propri prodotti da circa 50 anni. Già nel 1970, Emidio cerca sbocchi di vendita all’estero, precisamente a New York, e con ulteriori viaggi, in ogni angolo del mondo, ottenendo sempre più successo di vendita e riconoscimenti. Attualmente Pepe esporta in ben quaranta Paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, Australia, Corea del Sud, Giappone, Slovenia, Russia, Francia e Cina: il 60% del fatturato è destinato ai mercati esteri, mentre il restante 40% soddisfa il mercato italiano. E’ presente, inoltre, una figura professionale dedicata interamente al mercato estero, si tratta di Chiara, figlia di Daniela Pepe, anche se non vi sono punti vendita o uffici al di fuori dell’Italia. Secondo l’Azienda, i canali più efficaci per acquistare clienti esteri sono la partecipazione ad eventi fieristici ma, soprattutto, i contatti tra operatori del settore. In ogni Stato vi è infatti un importatore che conosce il mercato dell’Azienda Pepe, la domanda e il prezzo e, in base a questo, ogni anno si decide quanto vino si potrà inviare a tale importatore.

I fattori che hanno favorito la diffusione dei prodotti all’estero sono le degustazioni mirate, con vini esclusivamente naturali e biologici. I clienti stranieri assaggiano i vini Pepe e poi acquistano i prodotti dell’Azienda. La cantina ha partecipato anche ad iniziative promozionali organizzate dalla Regione Abruzzo o da altri enti pubblici ma, Vinitaly a parte, non le ritiene particolarmente utili a trovare nuovi clienti e importatori perché si tratta di eventi spesso troppo costosi e adatti per lo più a vini non naturali. Giudizio negativo anche per le missioni economiche o gli incoming buyers

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